8 Jul 2011

Google+, prime impressioni

Stanotte sono riuscito ad entrare in Google+. La curiosità era molta, volevo capire se questo nuovo servizio ha realmente le potenzialità per candidarsi come credibile alternativa a Facebook. 

Intanto, la prima impressione è che Facebook abbia fatto scuola, eccome. E i programmatori Google hanno studiato bene. Si capisce di essere dentro un "quasi-clone" del popolare social network. Il meccanismo del flusso dalle persone che si seguono, il fatto di poter assegnare un "+" (tipo un "mi piace") ai post che si apprezzano... i "suggerimenti" di amicizia automatici... molte cose concorrono a dare l'impressione che Google+ punti esattamente alla stessa utenza di Facebook.

Vi sono anche importanti differenze, mi pare. Intanto, da quanto capisco, il meccanismo di "amicizia" è sostanzialmente differente. Non c'è bisogno di una autorizzazione reciproca per seguire lo stream di una persona, come in Facebook. Certo questo è legato a quella che secondo me è la cosa più interessante di Google+, ovvero il meccanismo delle "cerchie"; in altre parole, una gestione molto granulare della propria visibilità.

A seconda della cerchia in cui si è incasellati, si ha diritto a vedere cose diverse del flusso di una certa persona. Così, per seguire il flusso "pubblico" non è necessaria una reciproca autorizzazione; il che mi sembra più efficiente e anche più logico: non devo disturbarmi ad accettare una certa persona come "amica", ma sarò piuttosto attento ad incasellarla - se voglio - in una cerchia congruente con le informazioni alle quali voglio che sia esposta.

Dalla parte delle cose che mancano - per ora almeno - metterei i "gruppi" e le "pagine", che sono comunque un punto di forza di Facebook e che sono un veicolo formidabile per pubblicizzare specifiche tematiche e siti web. Chissà se verrà introdotto qualcosa di simile anche qui.

Per ora dico che mi sembra molto interessante. E vale la pena di giocarci un pò.

6 Jul 2011

benvenuto?

Pluswelcome
Benvenuto? Sì grazie; se solo riuscissi ad entrare..........

1 Jul 2011

Progetto Google+

Il problema è che gli attuali servizi online trasformano l'amicizia in un supermercato: prendono le persone e ci appiccicano sopra l'etichetta "amico". E la condivisione ne risente.

Quanti giri di parole per non scrivere "Facebook".... :-))

4 Apr 2011

Ubuntu 11.04 Beta

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Sarò romantico, ma il bello di Linux, per me, è anche questo.

Poter seguire un'idea che prende forma pian piano, una serie di ipotesi che lentamente si raggrumano, si condensano, in un insieme definito di scelte, di opzioni possibili.

La nuova release della distribuzione che comincia ad esistere. La posso seguire fin dall'inizio, provare tutte le alpha che voglio. Seguo la costruzione, volendo. Non devo rincorrere "rumors" di questa o quella ditta. Come un'officina che lavora con le porte aperte. Peggio o meglio? No, più interessante, direi.

Sono un pò timoroso e non installerò la beta in un ambiente "di produzione", come si dice. Però nulla mi impedisce di giocarci un pò con Virtualbox, dopotutto. Che quasi quasi, inizio a scaricare...

1 Apr 2011

Nokia vende Qt a Microsoft | oneOpenSource

Nokia e Microsoft
Stando ad alcune voci di corridoio, il colosso di Redmond vorrebbe mantenere due versioni di Qt : una identica a quella attuale, l’altra da eseguire su framework.Net ; questa via aprirebbe scenari particolarmente interessanti, soprattutto legati all’utilizzo di Qt su dispositivi Android e iOS grazie a MonoTouch e MonoDroid . link »

Pare vero...! link »

31 Mar 2011

Tim O’Reilly, quando la pirateria non fa paura

. Se vogliamo, O’Reilly sta all’editoria digitale come Jeff Bezos sta all’eCommerce o Steve Jobs ai gingilli tecnologici.

Un parere molto interessante (e finalmente, non "blindato" dalla paura di perdere profitto) sull'editoria digitale e sui fastidiosissimi DRM. Tra l'altro dice una cosa (sul fatto del "tollerare" la pirateria, senza giustificarla per questo) sulla quale a mio avviso molte aziende hanno fatto fortuna.. vogliamo dire perché Word di Microsoft sia diventato uno standard? Lo sarebbe diventato ugualmente se tutte le copie in giro fossero state registrate.....?

30 Mar 2011

Perché Facebook vince (e taglia la varietà)

Leggevo qualche tempo fa, non ricordo dove, del fatto che gli utenti di internet dell'epoca attuale (dico così, in Internet ogni qualche anno è già una epoca diversa) privilegiando in massa gli stessi pochi siti, come Facebook, hanno decretato la sconfitta della varietà e della possibilità di scelta caratteristica della rete di qualche tempo fa, perdendo con il loro stesso comportamento un "valore", al quale evidentemente si mostrano insensibili.

Cioè, non é che fosse detto proprio così. Però il senso, insomma, dovrebbe essere questo.

Personalmente ho sempre avvertito la confluenza di molti utenti su uno stesso servizio come una cosa sostanzialmente positiva, perché permette di interagire con un gran numero di persone, possibilmente conosciute anche nella vita "reale", senza fare surf tra diversi servizi tra loro - tipicamente - impermeabili.

Se in Facebook riesco ad interagire allo stesso tempo con la mia insegnante di Pilates e con i miei colleghi astrofisici (privilegiando istintivamente la prima opportunità, tipicamente extralavorativa), la comodità è percepibile in maniera immediata.

L'impermeabilità dei diversi servizi, ecco il punto. Tutti confluiscono su uno, per una sorta di aggregazione gravitazionale. Forse perché manca un protocollo comune per il social network (non dico che sia possibile, forse non lo è). I protocolli comuni sono assolutamente vincenti. Pensate alle semplici email, i messaggi di posta elettronica. Pensate a che cosa pazzesca, se gli utenti di Gmail non potessero mandare messaggi di posta elettronica agli utenti di Yahoo! Mail, oppure agli utenti (sì, ci sono...) di Hotmail. Ognuno chiuso nella sua scatola. Gli istituti scientifici che parlano solo tra di loro, anche. Che scomodità!

Meno male che c'è un protocollo email universale. Possiamo usare qualsiasi servizio e tutti si parlano tra di loro. 

Non è lo stesso per le chat, per i social network. Allora, in breve, la cosa è questa. Perché sia veramente comodo, per interagire con il massimo numero di persone, non c'è da auspicare che tutti cadano dentro lo stesso. Posto che sia abbastanza flessibile (e Facebook - piaccia o non piaccia - lo è certamente) per garantire una certa elasticità e una gamma di interazioni vasta, e il gioco è fatto.

Non è datto che vinca il migliore. Ma uno vince. E finché sono impermeabili, non è strano che a vincere sia solo uno. E' la convenienza di tutti, in fondo. Perdiamo in varietà, in ricchezza di ecosistema informatico. Ma tant'è. I fatti anche pre-informatici lo dimostrano. Il VHS ha vinto e il Betamax, forse migliore, e le altre alternative, sono rapidamente scomparse. Ancora, non abbiamo avuto cento sistemi di musica digitale. C'era solo il CD, con i suoi pregi e i suoi limiti (di supporto fisico, di campionamento musicale).

Il vincitore è (uno) solo.

 

 

2 Mar 2011

Perchè uso gmail #7: un account, dovunque

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Interessante. Dopo una carrellata di software per leggere le email, quello che "vince" non è un software residente sul computer.

Ragionevole. Mi pare che alla fine della fiera, l'approccio dell'autore dell'articolo sia (per me) piuttosto condivisibile; la semplicità e l'efficacia di un account su web è ormai difficilmente eguagliabile. Poi con il moltiplicarsi di devices (pod, pad, tablet, smartphone, air, desktop) su cui leggere la posta, considerare i mail "chiusi" dentro un solo computer è sovente piuttosto limitante... la scelta di mantenrli "on the cloud" (pur con le dovute cautele di privacy e sicurezza) è certamente più flessibile e moderna.

4 Feb 2011

Vai al mercato; il telefono lo sa...

Devo dire che sono rimasto piuttosto impressionato, ieri sera, quando mi sono collegato via computer alla nuova pagina web del Market di Android; oltre a trovare il mio device (HTC Wildfire) correttamente registrato, ho accesso alla lista delle applicazioni che ho istallato, e posso divertirmi a cercare nuove applicazioni interessanti, in maniera molto più efficace e veloce di quanto potrei fare dallo smartphone. 

Preferisco questo paradigma rispetto a quello dell'iPhone, perché da ogni computer posso avere immediatamente (dopo la login su Google) la situazione software del mio HTC, non serve il mio computer principale con iTunes dove ho già registrato il device. 

Ma la cosa che mi ha impressionato di più è stato quando ho premuto il tasto "Installa" sulla pagina web di una applicazione. Non capivo a che servisse un "istalla" sul web. Tanto poi avrei dovuto trasferire tutto sull'Android. Allora era meglio farlo direttamente da quest'ultimo, no?

E' che non mi ero reso conto. Di lì a poco infatti il mio telefono, assai disciplinato, si è messo a scaricare ed istallare l'applicazione da solo. Senza che toccassi un tasto.

Lo sapeva già che io era andato al mercato. Formidabile! ;-)

11 Nov 2010

Ti piace la pagina?

Mi sto accorgendo che, pian piano, sta riuscendo a Facebook (forte della
sua amplissima diffusione, che la rende praticamente uno standard "de
facto") quello che non è riuscito praticamente mai a nessuno (intendo
sul serio). Avete presente quei tastini blu con "mi piace" che compaiono
sempre più spesso nei diversi siti? Quelli che segnalano su Facebook il
gradimento di una qualsivoglia pagina web, per capirci.

La cosa simpatica è che oltre al numero di persone a cui piace una data
pagina, vengono elencati espressamente i tuoi amici che hanno dato il
gradimento. Siccome gli amici vengono scelti anche in base agli
interessi, non è raro trovarne nelle pagine che visitiamo
personalmente.

Per esempio, a me che per lavoro e per passione scorro diverse pagine e
siti di argomento astronomico (e sempre di più trovo implementate i
widget di Facebook), non è raro imbattermi in un sito che trovo già
"apprezzato" da alcuni miei contatti. Questo innegabilmente rende la
navigazione meno impersonale e aggiunge in alcuni casi un gradevole
senso di comunità.

In questo modo si ottiene una sorta di "gradimento" della pagina, per di
più "personalizzato", che tanti indici e rank secondo me non sono mai
riusciti a rendere interessante.

Marco Castellani's Space

Astronomer, husband, father of four. Check my website or take a look at my life stream.